di Alessandra Mancino
Gli studenti del liceo Regina Margherita e Benedetto Croce di Palermo hanno partecipato ad un incontro nell’aula teatro del Regina Margherita al quale ha partecipato l’imprenditore Giuseppe Piraino per affrontare insieme l’argomento “mafia” e in particolare il fenomeno delle estorsioni. Il suo nome è noto per la sua ribellione al pizzo e per essere riuscito attraverso l’uso di una telecamera ad incastrare il suo estorsore. La prima a prendere la parola è stata la preside Pia Blandano che mostra la sua gratitudine nei confronti di Piraino e di tutti gli altri ospiti presenti.
Gli studenti del liceo Regina Margherita e Benedetto Croce di Palermo hanno partecipato ad un incontro nell’aula teatro del Regina Margherita al quale ha partecipato l’imprenditore Giuseppe Piraino per affrontare insieme l’argomento “mafia” e in particolare il fenomeno delle estorsioni. Il suo nome è noto per la sua ribellione al pizzo e per essere riuscito attraverso l’uso di una telecamera ad incastrare il suo estorsore. La prima a prendere la parola è stata la preside Pia Blandano che mostra la sua gratitudine nei confronti di Piraino e di tutti gli altri ospiti presenti.
Successivamente ha parlato il vicepresidente della I circostrizione Antonio Nicolao che porta i saluti del procuratore di Termini Imerese Alfredo Morvillo ,il componente della I circoscrizione manifesta la sua solidarietà al giovane imprenditore e ha partecipato ad un dibbattito con i ragazzi sul tema della legalità. Poi ha preso la parola Carmelo Pollichino, presidente dell’associazione libera che ha fatto riferimento all’articolo 41 della Costituzione: “Bisogna aprire la città al dialogo,spezzare la catena e dividere il padre dal figlio”. Infine interviene il protagonista della vicenda, Giuseppe Piraino, che ha raccontato la sua esperienza con i “mafiosetti” come ama definirli. Alla sua platea è stata mostrata un’intervista che Piraino ha rilasciato a “Storie italiane”, programma televisivo che va in onda su Rai 1, condotto da Eleonora Daniele dove viene mostrata la registrazione che l’imprenditore ha fatto al suo estorsore per incastrarlo. Egli afferma che la mafia nasce purtroppo dalla cultura siciliana e che i giovani sono la base per una nuova società “bisogna fare muro”,”Palermo non è mafia ma storia e cultura”. Dopo un breve dibbattito con i ragazzi l’incontro si è concluso con la consegna di una targa a Giuseppe Piraino per ringraziarlo per la disponibilità ma soprattutto per il gesto compiuto.

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